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HAPPY HALLOWEEN 2010!!!

LIBRI PER INSEGNATI -il mondo della scuola- PERLE AI PORCI

Mi concedo un post non prettamente didattico, ma che tocca un mondo a me molto caro.

Preciso che non si tratta di promozione libraria.

In questi giorni una collega mi ha passato un libro dal titolo ”Perle ai porci-Diario di un anno in cattedra da carogna” di Gianmarco Perboni. Libro che si legge velocemente e che induce a qualche riflessione.

Riporto alcuni passi, ma ce ne sarebbero altri.

I libri di testo scaricabili on-line

“Facile e gratuito.Grandioso!

…anche il primo cretino che passa per strada direbbe ‘Una minchiata di proporzioni più colossali era difficile trovarla’.”

Già: il nostro Paese “ è ultimo in tutte le classifiche europee per quanto riguarda la presenza di un computer nelle famiglie. Che poi se c’è non è detto che sia collegato a internet, e se lo è, molto probabilmente manca di ADSL.”

“…ma pure che si riesca a superare l’ostacolo…ci si trova con le sette-ottocento pagine (scaricate) SENZA AVER SPESO UN CENTESIMO.

Grande gaudio. Non rimane che stamparle.

Più di mille euro. …utilizzando cartucce compatibili, carta economica e rilegatura fatta in casa, spesa cui si andrebbe incontro stampando in proprio tutti i libri di testo che servono a uno studente per un solo anno scolastico.”

La spesa ora sostenuta pro capite è di gran lunga inferiore.

“Non dobbiamo meravigliarci se poi questi signori non san che fare di fronte alla crisi economica.”

Inoltre:

“Libri gratuiti su internet? E che dovrebbe metterceli? Forse a nessuno dei signori di cui sopra è venuto in mente che la realizzazione di un libro scolastico richiede, da parte di una casa editrice, un notevole investimento di denaro, fatto allo scopo di ricavarne un profitto…Però anche questa è una soluzione: quando nessuno scriverà più i libri di testo, non ci sarà più necessità di comprarli. Un bel risparmio.”

Scuola e riforme

“ Le riforme di un servizio pubblico servono per migliorarlo, non per peggiorarlo.

Prima di procedere a una riforma è necessario capire quali siano gli aspetti da migliorare….

Le riforme comportano notevoli investimenti di risorse; quelle che vengono spacciate come Hanno in realtà un altro nome, si chiamano ‘tagli’

…i ministri della seconda repubblica hanno imperversato sulla scuola con danni paragonabili a quelli che produrrebbe un bambino di tre anni messo davanti alla console di comando di una centrale nucleare, libero di azionare piacere leve e pulsanti. Il deserto che segue alle esplosioni nucleari è più o meno ciò che è rimasto della scuola…A qualcuno infatti è mai venuto in mente di chiedere a noi insegnanti…quali fossero gli aspetti del servizio scolastico bisognosi di riforma?”

Sì, è vero, le commissioni ci sono state, ma inviterei i lettori ad andare a cercare chi ne faceva parte e di non stupirsi affatto se tra i nominativi troveranno ad esempio personaggi noti dello spettacolo; nulla a che dire riguardo la loro professionalità (non è di mia competenza), ma quanto se ne intendono di scuola sul campo? Mah…

Il ruolo della scuola

“La scuola è stata relegata in un angolo e considerata un aspetto accessorio della società. (Un esempio? Negli stessi giorni in cui le prime pagine dei giornali e telegiornali erano costantemente occupate dal problema Alitalia, con la possibilità che alcune migliaia di persone rimanessero senza lavoro, la legge finanziaria introduceva vari tagli che avrebbero portato alla perdita di OTTANTAMILA posti di lavoro nella scuola. Qualcuno se n’è accorto? Eppure si può vivere senza compagnia aerea di bandiera, ma senza scuola…)”

Vi invito a leggere il capitolo relativo al metro valutativo degli insegnanti (Gelmini) sulla base dei risultati degli studenti:

“I risultati sono stati straordinari. Aveva ragione la ministra: quei fannulloni degli insegnanti si sono finalmente decisi a insegnare qualcosa alle giovani menti desiderose di abbeverarsi alle fonti del sapere. Miracolosamente sono scomparse le bocciature e i voti sono lievitati in maniera mai vista in precedenza.

Modestamente io sono uno dei più brillanti: non ho nessuno con la media inferiore al dieci. Mi preparo scrupolosamente fin dal primo giorno di scuola: quando segno i nomi sul registro li faccio subito seguire da una sfilza di dieci che copre l’intero anno scolastico. Non si sa mai, dovessi ammalarmi e al supplente venissero in mente strane idee. Ho già fatto una brillante carriera.”

PRONUNCIATION: VIDEO

Pubblico questo video che mi pare estremamente eloquente.
Ovviamente l'argomento è "la pronuncia".
Una piccola riflessione.

PRONUNCIATION

Un intervento breve, ma mai scontao: PRESTATE ESTREMA ATTENZIONE ALLE PRONUNCE!
I dubbi li abbiamo tutti, ma fortunatamente abbiano a nostra disposizione numerosissimi mezzi; tra i più funzionali ci sono i dizionari on-line e i vocabolari con CD annesso: UTILIZZIAMOLI abbondantemente.
Sinceramente non riesco più a tollerare il numero due pronunciato come se ci fosse un'epidemia di raffreddore ([ciù]) o un compleanno che più assomiglia a un volatile ([bordei]) che a una festività annuale. Stesso discorso per il numero tre o per altre parole come ad esempio "purple".
Scusate lo "sfogo", ma gli errori trasmessi nella Scuola Primaria a fatica poi si cancellano.
...sorry :-)

video

SCRIVERE: RACCOGLITORE E QUADERNI

Molti in questi giorni mi hanno chiesto alcuni suggerimenti su che cosa e quanto fare scrivere nelle classi 1^ e 2^.
Sinceramente nella prima classe io preferisco non fare scrivere: solitamente utilizzo testi con pochissime parti da completare e integro con schede strutturate, anch'esse prive di parti da riempire scrivendo.
In classe seconda inizio a introdurre la parte scritta, ma con modelli ben precisi. In questa classe inizio a far memorizzare, come compito a casa (i bambini hanno più tempo a disposizione), il lessico relativo all'argomento trattato in classe. A questo proposito suggerisco sempre di accertarsi che i bambini vadano a casa con ben chiara anche la pronuncia dei singoli termini, magari scivendola in matita: ricordiamoci che non tutti i genitori sanno la lingua inglese e che quindi non sarebbero in grado di auitare i figli.

Io, per raccogliere le varie schede, utilizzo un raccoglitore ad anelli, formato A4, con buste trasparenti e fogli a quadretti. Questo per tutte e cinque le classi, in quanto trovo molto agevole recuperare schede sulle quali lavorare in un secondo tempo o che devono essere portate a casa per un eventuale studio (trasportare una busta è più pratico che portare a casa il quaderno, anche per noi insegnati, che solitamente abbiamo molte classi).
Lo stesso raccoglitore può essere utilizzato anche per raccogliere il materiale di più classi successive.
Qui di seguito troverete un breve video che mostra come appare un raccoglitore con i lavori integrativi di classe 1^ e 2^.

video

20 - 30 - 40 -50 - 60 - 70 - 80 - 90

Per rendere più facilmente memorizzabile i numeri da 20 a 99, io utilizzo un semplice escamotage.
Si tratta del "-ty sun", una semplice rappresentazione che cattura l'attenzione dei bambini.
Dopo aver spiegato accuratamente il meccanismo del "-ty", su un foglio si disegna un sole; all'estremità di raggi si scrivono prima i numeri in cifra e poi gli stessi in lettere.
Con questo schema i bambini memorizzano facilmente le 8 decine intere e imparano senza fatica a pronunciare correttamente il "-ty".
A questa attività è bene far seguire alcune osservazioni sulle particolarità che non seguono regole fisse:
1 one - 10 ten -11 eleven (non segue la regola delle decine: al numero singolo si aggiunge -teen)
2 two - 12 twetve - 20 twenty (non segue la regola delle decine: e cioè che al numero singolo si aggiunge -teen/-ty)
3 three - 13 thirteen -30 thirty (non segue la regola delle decine e cioè che al numero singolo si aggiunge -teen/-ty)
4 four - 40 forty (il four perde la u)
5 five - 15 fifteen - 50 fifty (non segue la regola delle decine e cioè che al numero singolo si aggiunge -teen/-ty)

RACCOMANDAZIONE
Cerchiamo di insegnare la pronuncia giusta di "two": troppo spesso sembra che tutti i nostri alunni siano in preda ad attacchi di raffreddore.
Attenti anche al "three" che troppo spesso si confonde con albero e/o libertà.

ABOUT BIG BEN

Ecco una scheda che offre la possibilità di ampliare le proprie conoscenze riguardo al Big Ben.

Risposte: "Big Ben" è il nome della campana (nome in onore del direttore dei lavori, Sir Benjamin Hall) - Il quadrante ha il diametro di 7 m - Il peso è 13760 kg - Ci sono 334 gradini - La lancetta dei minuti è lunga 4,27 m - Ci sono 4 quadranti - Si trova in Inghilterra, a Londra - La torre (e non campanile!) è alta 97 m - Lunghezza lancetta ore 3 metri circa - I numeri misurano 60 cm - Fu costruito nel 1858 - n° mattoncini 200000 - Altezza modellino 335 cm - n° ore 227

MAKE A BIG BEN

L'argomento della lettura delle ore è contenuto nei Piani di Lavoro Disciplinari della L2.
A riguardo all'interno del blog ci sono alcune proposte che veranno ampliate.
Per rendere più accattivante e stimolante lo studio di questo argomento si può fare riferimento al più famoso orologio del Regno Unito: il Big Ben.
Questo simpatico modellino, adatto alle classi 4^ e 5^, è facilmente realizzabile, è gradito agli alunni e ci offre la possibilità di ampliare le conoscenze culturali relative al mondo anglosassone.

BUON ANNO!

Il blog riapre i battenti e, augurando un po' in ritardo, e me ne scuso, BUON ANNO SCOLASTICO a tutti, ringrazio i numerosi colleghi e genitori che hanno inviato commenti, idee e richieste, risorse indispensabili per uno scambio e una crescita vicendevole.
Ricordo che l'indirizzo E-mail è riportato in alto alla pagina.

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